Il nome, in effetti, è un po’ buffo, ma quando si arriva davanti all’insegna rossa e nera d’altri tempi si percepisce immediatamente che dietro Eragoffi c’è una lunga storia di tradizione

Una storia di tradizione e classicità che gli entusiasti proprietari del locale, tre giovani amici appassionati di cucina, amano raccontare a chi la chiede.

In questi locali di corso Casale 117, lungo le rive del Po, si trovava già nel 1873 Goffi del lauro, trattoria storica specializzata nel fritto di pesce di fiume.

Quando l’hanno rilevata, dopo aver a lungo cercato una casa per il loro progetto comune, i tre poco più che trentenni (Aberto, Marco e Lorenzo, che di Eragoffi è anche lo chef) hanno deciso di rendere omaggio a quella storicità, ricordando che qui, un tempo, Era Goffi.

Oggi, Eragoffi è una piccola scommessa: pochi tavoli, un’atmosfera molto curata, un servizio attento e tutto al femminile fanno da contorno a un menu interessante ma non complesso, e a una cantina di trecento etichette selezionate tra piccoli e piccolissimi produttori.

Un posto dove – nel complesso – ci si trova molto bene, sia che si vada alla ricerca di una serata speciale, sia che si voglia semplicemente mangiare qualcosa di particolarmente buono.

Perché Lorenzo Careggio, cuoco da pochi anni ma con una formazione che passa dall’Accademia di Niko Romito e dal Ristorante Carignano di Torino, sembra avere un’idea ben chiara di cucina, ed è di certo un’idea soddisfacente: i suoi piatti sono sostanziosi, carichi di gusto, piacioni ma al contempo eleganti.

Non a caso, uno dei suoi cavalli di battaglia sono le:

costine marinate in dodici (o quattordici) spezie

disossate, cotte dodici ore a bassa temperatura e ricomposte, prima di passare da un fine cottura in forno.

Oltre a questo must del locale, da Eragoffi sono disponibili sei percorsi degustazione

(ma i piatti possono comunque essere ordinati singolarmente alla carta), che cambiano all’incirca ogni tre mesi, con il mutare delle stagioni.

Quando siamo andati noi, c’era:

Il menù carnivoro (50 euro bevande escluse)
lingua e verde
tajarin jus bra e tre latti
brasato Piemonte
pera al Porto e nocciole

Il menù erbivoro (45 euro bevande escluse)
radicchio e nocciole
cannellini pomodoro e cavolo nero
verdure in terrina
(un ottimo piatto vegetariano)
castagna panna e cioccolato

Il menù onnivoro (50 euro bevande escluse)
uovo pecorino e tartufo
spaghettoro carciofi e bottarga
(il nostro piatto preferito!)
costine alla brace
tiramisù

Il menù benessere (50 euro bevande escluse)
cavoli e fonduta
cappelletti e consomme di pollo
salmerino e erbe di campo
macedonia secca
(un dolce dai gusti quasi nordafricani).

Oltre a questi quattro menù c’è la possibilità di mettersi nelle mani dello chef, con tre portate (40 euro) o sei portate (65 euro).

A disposizione dei clienti, oltre alla bella sala principale con volte in mattoni, c’è anche la “cantinetta”, una saletta nell’interno cortile disponibile per cene private.

I vulcanici proprietari hanno in mente grandi cose anche per l’estate: negli spazi esterni, lungo il fiume, aprirà durante la stagione estiva Casa Goffi, un cocktail bar con area pic nic e costine alla griglia, la specialità dello chef.